PostHeaderIcon Maledetta primavera per la Metro C

San Giovanni, 21 Marzo 2017

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«Si sta lavorando per la pedonalizzazione di Largo Brindisi e per interventi su via La Spezia atti a ridurre lo spazio dedicato alle macchine agevolando pedoni, ciclisti e mezzi pubblici».

È quanto afferma Monica Lozzi - Presidente del Municipio VII di Roma Capitale...

per rassicurare sull’intenzione della giunta capitolina di migliorare l’assetto dell’area di San Giovanni, finora occupata dal gigantesco cantiere della Metro C, in vista dell'apertura della stazione di San Giovanni.

Non è un bell’inizio di primavera quanto sta avvenendo nel quartiere San Giovanni in questi giorni, a seguito della chiusura del cantiere decennale della Metro C e della restituzione dell’area all’amministrazione comunale.

I cittadini denunciano che l’area, finalmente restituita alla collettività, è molto peggiorata rispetto a come era 10 anni prima, anziché essere migliorata. Infatti, non solo è sparita l’area verde di Largo Brindisi, realizzata dal Municipio nel 2002 con fondi pubblici ma sono stati tagliati decine di alberi ad alto fusto e, soprattutto, non è stato realizzato alcun intervento visibile di pedonalizzazione, né piste ciclabili e persino i marciapiedi non sono stati ampliati di un centimetro. metro_21_mar_3_ok

Ma la notizia peggiore riguarda l’apertura di via La Spezia, che diventa una strada ad alta viabilità, che rischia di diventare nuovamente il “tratto urbano della Tangenziale est”, nonostante l’ubicazione in prossimità di scuole e luoghi di aggregazione socio-culturale (Biblioteche, Poste centrali, ecc.).

Insomma tutto il contrario rispetto a quanto richiesto dai cittadini che in questi anni hanno promosso una petizione e hanno elaborato un progetto di mobilità alternativa (denominato SMS – San Giovanni Mobilità Sostenibile) promosso dal Comitato San Giovanni, dal Comitato Villa Fiorelli e dal Comitato Via Albalonga. Il progetto è stato discusso in conferenza urbanistica, ha costituito la base di una risoluzione votata a larga maggioranza dal consiglio municipale ed è stato valutato e discusso dai cittadini in una serie di Laboratori di partecipazione attiva gestiti dalla associazione onlus di architetti SottoVuoti.

Si capisce che il Comune voglia fare di tutto per rimediare allo sconcertante spettacolo al quale i cittadini romani stanno assistendo in questi giorni, man mano che vengono tolti i bandoni del cantiere e si scopre che l’area è addirittura peggiorata rispetto a come era dieci anni fa, quando iniziarono i lavori. D'altra parte – spiega l’Assessore alla mobilità Marco Pierfranceschi - «il progetto è stato ereditato dalla precedente amministrazione e Metro C ha fatto di tutto per realizzarlo senza apportare modifiche».

Ma cosa si può fare ora per rispondere alla valanga di critiche mosse dai cittadini romani contro la nuova ”autostrada di via La Spezia”, realizzata dal progetto di Metro C a cui le varie amministrazioni succedutesi negli anni non sono state capaci di opporre un progetto urbanistico decente?

«Anche ad “autostrada” realizzata, potremo intervenire sulle discipline di traffico e decidere quante autovetture per ora sono compatibili con la vivibilità del quartiere, mettendo un "rubinetto" alla tangenziale (agendo cioè sulla regolazione delle "fasi semaforiche")».

metro_21_mar_1_okAncora più esplicito il presidente della commissione capitolina mobilità del Comune, Enrico Stefano, che in un post su facebook ha fatto il punto sulla situazione della linea C in vista dell'apertura della stazione di San Giovanni con Atac, Roma Servizi per la Mobilità, Roma Metropolitane, Dipartimento e Assessorato.

«Lavoreremo in stretta sinergia - sostiene Stefano il 14 marzo scorso - per garantire l'apertura nel più breve tempo possibile. Per fare ciò però sarà necessario nei prossimi mesi anticipare l'orario di chiusura della linea. L'impegno è anche di garantire il miglior servizio possibile agli utenti una volta arrivati a piazzale Appio: rafforzeremo la linea A e il servizio di superficie, su tutte le linee 3, 50 e 51».

A proposito della richiesta di pedonalizzazione Stefano afferma: «Anche le aree superficiali saranno ridisegnate all'insegna della mobilità pedonale, ciclabile e pubblica. Stiamo studiando infatti un percorso ciclabile lungo viale Castrense, una preferenziale su via La Spezia e la pedonalizzazione di largo Brindisi. Purtroppo non è stato possibile intervenire su questi temi prima della chiusura del cantiere, perché a giugno si è chiuso questo processo che durava da un anno e mezzo con il contraente generale».

Sullo sfondo rimane la questione della ZTL (zona a traffico limitato) prevista dal Piano del traffico e della chiusura di viale Castrense, richiesta dalla Soprintendenza ai beni archeologici, che consentirebbe di realizzare un nuovo tratto di Parco Lineare delle Mura Aureliane fra Porta San Giovanni e Porta Castrense, congiungendo questo nuovo parco a quello già esistente al di là delle mura, ossia ai Giardini di via Carlo Felice, come previsto dal Progetto SMS.

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