PostHeaderIcon La Marana di San Giovanni

L’acqua entrava a Roma attraverso una “ferratella” dalla nostra porta. Nel XIII secolo l’area fuori Porta Metronia era chiamata Lo Pantano

marrana1Nel XII secolo Roma si dotò di un nuovo acquedotto a cielo aperto, chiamato la Marana o Marrana; nel XV secolo comincia a comparire la denominazione Acqua Mariana. Sembra che l’opera parta sotto il breve pontificato di Callisto II (1119-1124).
L’opera è ancora funzionante, anche se molto modificata nei secoli. Il progetto della Marana era fondato sulla deviazione e sul controllo di un fosso (l’Aqua Crabra), che parte dalle sorgenti sopra Squarciarelli (Grottaferrata).

A Morena fu creato uno sbarramento in muratura che deviava parte delle acque di questo fosso in un condotto sotterraneo preesistente, appartenente all’antico acquedotto Claudio.
Dopo aver percorso 940 metri nel canale sotterraneo, la Marana usciva nuovamente allo scoperto. Il canale poi proseguiva verso Roma sfruttando la lieve discesa già utilizzata dagli antichi acquedotti.
All’altezza di Porta Furba, dove la dorsale del crinale si stringe di molto e dalla Marana si staccava una derivazione, detta Maranella che si dirigeva verso la via Labicana per sfociare poi nell’Aniene a Ponte Nomentano.

Il canale principale della Marana continuava invece a scorrere per l’attuale via del Mandrione e scendendo a valle verso la via Tuscolana giungeva nei pressi dell’attuale piazzale Appio, a Porta Asinaria (Porta S. Giovanni ancora non esisteva), azionando mulini ( sembra che ce ne fossero quattro, uno l’hanno trovato nel 1999 durante gli scvi della metro C) e formando un laghetto.
La Marana poi proseguiva costeggiando le Mura Aureliane in direzione dell’attuale via Gallia, dove esisteva in passato un vicolo delle Mole, conosciuto anche come via delle Tre Madonne e via dell’Acqua Mariana, ed entrava a Roma da Porta Metronia, che fu chiusa e trasformata in una specie di varco fortificato per l’acqua.


marrana2 Dal 1173 in diversi documenti compare la denominazione Porta Metromii in Pantano: evidentemente la Marana, nell’incanalarsi nella conduttura sotto la Porta, andò a formare uno stagno; e a partire dal XIII secolo l’area fuori Porta Metronia fu detta Lo Pantano, le acque stagnanti furono la causa prima di un’epidemia che colpì gli abitanti del Celio. Il problema fu definitivamente risolto con l’apertura della Passeggiata Archeologica, tutta la terra qui scavata fu scaricata nell’area di Piazzale Metronio e di piazza di Porta Metronia; questo portò ad un notevole innalzamento del piano e sotterrò completamente il varco idrico; la Porta perse così completamente il suo aspetto imponente e fu ridotta a poco più di uno spartitraffico (gli archi attuali sono moderni).