PostHeaderIcon Sindaca Raggi... La priorità a San Giovanni è il Giardino di via Cesena!

foto-1-area-verde-via-cesena
 
I cittadini di San Giovanni chiedono, da 30 anni, un Giardino pubblico nell'Area di via Cesena, unica area verde non costruita in una zona densamente popolata.
L’area, di proprietà demaniale, venne inserita nel PUP. A seguito delle proteste dei cittadini e del progetto presentato dal COMITATO SAN GIOVANNI, nel 2012 il Comune ne ha deciso l’acquisizione per destinarla a verde pubblico (GIARDINO CON PARCO GIOCHI PER BAMBINI, senza parcheggi, centri commerciali o altre speculazioni edilizie) ma - dopo ben 4 anni -  non ha ancora fatto niente. E i cittadini aspettano ancora: IN VIA CESENA VOGLIAMO UN GIARDINO PUBBLICO, SENZA PARCHEGGI, CENTRI COMMERCIALI O ALTRE SPECULAZIONI PRIVATE !  

Cronistoria

L'Area di Via Cesena è costituita da un piccolo spazio verde, abbandonato e inaccessibile perché di proprietà demaniale, circondato da edifici ad uso abitativo. (Foto 1)

Il Piano Regolatore Generale prevede per questa Area una destinazione a verde pubbli

co. Il quadrante Appio-Tuscolano di San Giovanni (da piazzale Appio al vallo ferroviario) presenta una carenza drammatica di verde pubblico: la dotazione minima di aree verdi per abitante, che secondo gli standard urbanistici dovrebbe essere di 22 mq/ab, qui è di fatto pari a zero, anche a causa della scomparsa dei vicini giardini di Largo Brindisi e di Via Sannio, distrutti per far posto ai cantieri della metro C. (Foto 2)
foto-2-giardini-via-sannioGli abitanti di San Giovanni chiedono formalmente, da oltre 25 anni, la riqualificazione dell’Area e la realizzazione al suo interno di un Giardino pubblico (Foto 3), anche come forma di compensazione per gli enormi disagi subiti a causa della presenza a poca distanza di decine di cantieri (PUP e Metro C) che hanno prodotto negli ultimi anni un netto peggioramento della qualità della vita. (Foto 4-5)

Nonostante ciò, l’Area è stata oggetto di numerosi tentativi di cementificazione, sventati grazie alla vigilanza del COMITATO SAN GIOVANNI, a cominciare dal 1988, quando venne bloccata la costruzione di un edificio di 8 piani (3 interrati e un eliporto sul tetto) ad uso della polizia di stato, per finire nel 2010, quando venne bloccata la proposta di realizzare il PUP B1.4-108. (Foto 6)

Il 14 giugno 2010, i residenti dovettero chiedere l’intervento delle forze dell’ordine per sventare il tentativo della società proponente il PUP di introdursi all’interno dell’Area per prenderne possesso e depositarvi macchinari di scavo, forzando la serratura del cancello d’ingresso. Il tentativo fu perpetrato in orario serale extra-lavorativo, mentre era in corso una partita della nazionale di calcio (Foto 6).

La società Parkroi srl (cap. soc. 7.900 euro) non era concessionaria ma, nonostante ciò, aveva stipulato un contratto di affitto con l’Ufficio Parcheggi del Comune. Non essendo il Comune proprietario dell’area, a sua volta questo ufficio aveva stipulato un contratto di affitto con l’Agenzia del Demanio, proprietario dell’area.

foto-4-mappa-pup-sg

foto-5-raggio-pupA seguito di forti proteste e mobilitazioni, il Comune decise di annullare il contratto, negando alla società l’accesso nell’Area. In pochi giorni, il COMITATO SAN GIOVANNI raccolse 4.500 firme di residenti a sostegno di una Petizione che chiedeva la realizzazione nell’Area del “Giardino Marcello Mastroianni” (Foto 3). Il Comune prese atto della richiesta dei cittadini, acquisendo gli esiti della Petizione.

L’espunzione dal PUP e la realizzazione del Giardino venne annunciata nel luglio 2010 dall’assessore Marchi; venne confermata dall’assessore Aurigemma (lettera 15 ottobre 2010) e definitivamente disposta dal Consiglio comunale di Roma Capitale nella seduta del 28 dicembre 2012, con la Delibera 75/2012 (> vai alla pagina), e nuovamente confermata dalla Commissione congiunta Ambiente-Patrimonio-Mobilità di Roma Capitale del 13 dicembre 2013, nonché richiesta urgentemente dal Municipio VII con la Risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio municipale del 17 dicembre 2013 (> vai al sito per scaricare la risoluzione).

cesena-foto-6-blitzLa Commissione capitolina del 13 dicembre 2013 ha dato mandato al Dipartimento Patrimonio del Comune di procedere con l’acquisizione, vincolata a verde pubblico (come disposto dalla delibera 75/2012) e finalizzata alla realizzazione del Giardino, e ha chiesto all’Assessore alla Mobilità di formalizzare l’espunzione dal PUP.

Dopo la caduta della Giunta Marino, il Comitato San Giovanni ha proseguito il pressing sulla anmministrazione commissariale e ha ottenuto un forte avanzamento della pratica di acquisizione, che era stata bloccata dalla burocrazia capitolina.

Ora si attende l'insediamento effettivo della nuova Giunta Raggi per rilanciare l'azione del Comitato e ottenere l'acquisizione dell'Area.

Le criticità

L’acquisizione dell’area da parte del Comune avviene nell’ambito di un Protocollo d’Intesa più ampio di scambio di beni pubblici con l’Agenzia del Demanio (Protocollo d’Intesa approvato con Deliberazione di C.C. n. 100 dell’8 aprile 2009 e sottoscritto dal Sindaco di Roma e dal Direttore dell’Agenzia del Demanio il 29 aprile 2009). L’area è quindi diventata oggetto di permuta e ciò ha favorito ma anche rallentato l’iter di acquisizione. Ad oggi, il ritardo accumulato ammonta a oltre 3 anni, in quanto da luglio 2013 gli atti sono pronti per la stipula dell’atto fra Comune e Agenzia del demanio.

ll trasferimento dal demanio al patrimonio comunale è fermo da 3 anni al Dipartimento Patrimonio di Roma Capitale. Quando infatti stava per procedere alla stipula del contratto di acquisto dell’area, il Dipartimento Patrimonio scopre un atto in cui l’area viene incredibilmente definita semplice “sede stradale” (mentre il PRG da sempre la classifica come Area verde, non essendo fra l’altro mai stata utilizzata come sede stradale), evidentemente per creare le condizioni di un suo reinserimento nel Piano Urbano Parcheggi. Infatti, il Dipartimento chiede all’Ufficio Parcheggi se l’area è ancora di suo interesse e il dirigente di questo ufficio – pochi giorni prima di essere trasferito ad altro incarico – risponde che l’espunzione dell’Area dal PUP non è stata mai formalizzata e che è necessaria una pronuncia ufficiale dell’Assessore alla mobilità.

Il processo di acquisizione viene sospeso ma i cittadini lo vengono a scoprire solo nell’ottobre 2013, quando a seguito della pubblicazione di una memoria di giunta riemerge il PUP B1.4-108-VIA CESENA nell’elenco dei PUP da realizzare.

I cittadini, chiedono la convocazione urgente di una Commissione congiunta di Roma Capitale (Ambiente-Patrimonio-Mobilità), per fare luce sui lati oscuri di questa vicenda e per mettere tutti gli interlocutori intorno al tavolo e di fronte alle loro responsabilità.

La Commissione capitolina del 13 dicembre 2013 ha dato infine mandato al Dipartimento Patrimonio di procedere con l’acquisizione dell’area, vincolandola a verde pubblico (come disposto dalla delibera 75/2012) e alla realizzazione del Giardino, e ha chiesto all’Assessore alla mobilità di formalizzare l’espunzione definitiva dal PUP.

Nel corso della Commissione, i cittadini hanno anche appreso che sono state avviate trattative per ridefinire il valore della permuta, per avvicinare le posizioni di Agenzia del Demanio (secondo cui il valore di scambio sarebbe troppo basso) e il Comune, che ritiene che il prezzo sia invece “troppo alto” per una destinazione a verde pubblico (mentre in caso di cementificazione i valori evidentemente crescono).

Rimane il ritardo, ad oggi di ben 3 anni, da parte dei vari assessori alla mobilità e commissari che si sono succeduti negli anni per apporre una semplice firma.

Le soluzioni/richieste/proposte avanzate dal COMITATO SAN GIOVANNI

Il COMITATO SAN GIOVANNI ritiene molto grave il fatto che il Dipartimento Patrimonio, l’Assessorato alla mobilità e l’Ufficio parcheggi del Comune, da un lato, e l’Agenzia del Demanio, dall’altro, continuino a rallentare da oltre 3 anni un iter amministrativo, avviato a seguito di una decisione presa da tutti i livelli istituzionali e che rappresenta l’espressione democratica della volontà popolare e di decenni di mobilitazioni dei cittadini.

E’ bene ricordare che l’Area di Via Cesena è un BENE PUBBLICO (demaniale o comunale che sia la proprietà) e, in quanto tale, le decisioni sulla sua destinazione sono assunte dalla collettività, che la esprime attraverso i suoi organi democratici. E’ evidentemente all’opera una vera e propria “lobby dei PUP”, che rallenta l’attuazione delle decisioni di legge, in spregio alla volontà popolare democraticamente espressa, al fine di favorire ben identificati interessi privati.

Il COMITATO SAN GIOVANNI chiede all’Assessore all’Urbanistica della Giunta Raggi:

  1. di intervenire presso il Sindaco di Roma, On. Virgina Raggi, affinché il Dipartimento Patrimonio riceva un sollecito per predisporre gli atti e pervenire all’acquisizione dell’Area Verde, facendo proprio quanto disposto dalla Delibera del C.C. n. 75 del 28 dicembre 2012 e chiaramente riaffermato dalla Commissione congiunta Ambiente-Patrimonio-Mobilità di Roma Capitale del 13 dicembre 2013;
  2. di sollecitare l’Assessore alla Mobilità di firmare l’atto di espunzione dal PUP per Via Cesena, annullando a tutti gli effetti di legge l’intervento B1.4-108.

Il COMITATO SAN GIOVANNI chiede al Sindaco di Roma, all’Assessore al Bilancio e all’Assessore all’Ambiente di provvedere all’inserimento nel Bilancio di Roma Capitale di un congruo stanziamento che consenta la presa in carico del progetto di realizzazione del Giardino da parte del Servizio Giardini di Roma Capitale;

Il COMITATO SAN GIOVANNI chiede all’Assessore all’Ambiente di coinvolgere i residenti nella fase di progettazione e di successiva gestione del Giardino di Via Cesena, per il tramite del COMITATO SAN GIOVANNI.

Il COMITATO SAN GIOVANNI chiede all’Assessore all’Ambiente e all’Assessore al Bilancio di provvedere all’inserimento nel Bilancio di Roma Capitale di un congruo stanziamento finalizzato alla bonifica e alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’Area (ivi compresa la pulizia e il taglio dell’erba), rese necessarie a causa dello stato di abbandono e di degrado in cui versa a causa della pessima gestione dell’Agenzia del Demanio e del completo disinteresse manifestato dal Municipio VII, entrambi del tutto assenti da anni e responsabili del degrado igienico e della pessima immagine che restituisce alla collettività (appena 2 tagli del manto erboso dal 2005 ad oggi, a cura della Protezione civile; prima veniva realizzato a cadenza semestrale dal Demanio).