PostHeaderIcon LA VICENDA DEL PARCHEGGIO DI VIA CESENA DIVENTA UNA COMMEDIA ALL'ITALIANA

ROMA – 15 giugno 2010 – Come nei film di Totò e Peppino, dopo la protesta di ieri mattina dei cittadini di San Giovanni contro il mega-parcheggio interrato previsto in via Cesena, una squadra di operai, capitanati da un costruttore, ha approfittato della partita di esordio della Nazionale ai Mondiali di calcio per arrivare alla chetichella e tentare di prendere possesso dell'area.

Ma come in un film, questa volta di Fantozzi, gli è andato tutto storto: i cittadini sono prontamente accorsi a difendere un'area che da anni chiedono sia trasformata in giardino pubblico.

In un quartiere dove quando segna la Roma esplode il boato, il richiamo della partita non è bastato. Centinaia di persone sono scese in strada per chiedere a che titolo volessero entrare all'interno dell'Area, visto che davanti al cancello non era presente alcun cartello che indicasse un inizio di lavori. Il costruttore, anziché dare spiegazioni ai residenti, cercava di forzare il lucchetto del cancello. Così, tra un tentativo con una mazzetta e uno con il frollino grazie al quale è stata forzata la catena, sono arrivati nell'ordine: carabinieri, polizia e vigili urbani, che hanno constatato che il costruttore non era nemmeno in grado di presentare la documentazione attestante la consegna dell'area. La polizia ha quindi sequestrato la catena e il lucchetto manomessi.

Alla fine, a mezzanotte passata, i due camion della ditta sono stati costretti ad abbandonare il campo.

Rimane lo sconcerto dei cittadini che si chiedono come sia possibile che una ditta cerchi di entrare nottetempo all'interno di un'area di proprietà pubblica ma chiusa e recintata perché affidata all'Agenzia del Demanio, che non ne fa alcun utilizzo. Chi ha dato loro il permesso di entrare visto che non risulta che il Comune abbia concesso l'Area a ditte private? Si sa solo che esiste un progetto di PUP da parte di una ditta costruttrice ma non è stato approvato alcun lavoro e non è stata affidata alcuna concessione. E non è stato affisso alcun cartello all'ingresso dell'Area. Tutto lascia pensare ad una forzatura da parte di un singolo privato. E sarebbe gravissimo se fosse vero. Anche perché l'Area è reclamata da anni da un intero quartiere, cioè da una popolazione di migliaia di famiglie residenti, affinché rimanga un bene pubblico e venga adibito alla sua naturale funzione: un Giardino pubblico con Parco giochi per i bambini del quartiere.

Tuttavia i cittadini temono che da un momento all'altro l'Area venga occupata e sfumi la speranza del giardino di quartiere. Perché, anche se il Comune sostiene che sopra il parcheggio sorgerà un'area verde, basta guardare la sistemazione superficiale della maggior parte dei parcheggi interrati già costruiti per rendersi conto che si trasformano velocemente in oasi di degrado, con pavimentazioni di griglie metalliche che trasudano anidride carbonica, ornati da esili arbusti destinati a crescere stentatamente per mancanza di terreno per lo sviluppo delle radici. I writers poi danno il tocco finale.

A San Giovanni il verde pubblico è merce rara: a parte la rotonda immersa nel traffico di piazza Re di Roma, non esiste un luogo dove bambini e anziani possano respirare all'aria aperta.

E' importante sottolineare che il Municipio IX il 26 maggio ha approvato la Risoluzione n. 8 in cui chiede all'assessore comunale Marchi la sospensione dei 28 Pup (parcheggi interrati) previsti dall'ordinanza sindacale 129/08. Sembrava che l'assessore fosse disponibile all'apertura di un tavolo di confronto ma gli avvenimenti di ieri sera gettano un'ombra inquietante sulle reali intenzioni del Comune.