PostHeaderIcon Paura dopo il crollo. E in via Oslavia riesplode la rivolta

di RINALDO FRIGNANI

Sono venuti giù all'improvviso, sotto la pioggia, alle tre di notte. Un tonfo sordo e i due piani della mensa e degli uffici Atac nel deposito dei mezzi pubblici che si affacciano su viale Angelico sono crollati in un attimo, per il cedimento di uno dei muri perimetrali dello scavo per la costruzione di un "PUP", uno dei parcheggi sotterranei previsti a Prati.
Se fosse accaduto in un giorno feriale sarebbe stata una strage: quella mensa come gli altri locali sono frequentati da decine di lavoratori. I primi a scendere in strada, in pigiama e vestaglia, sono stati gli abitanti della zona. In tanti hanno udito il boato provocato dal crollo nell'ex-piazza d' armi, nel rione delle caserme, e si sono riversati di fronte alle barriere del cantiere aperto nel giugno scorso dove, in mezzo al terreno "sbancato", era parcheggiata una pala meccanica. Tutti gli altri macchinari, invece, erano stati travolti dalle macerie.
I residenti sono arrivati anche dalle strade vicine: da via Muggia, via Montenero (l'ingresso del cantiere) e, soprattutto, da via Oslavia dove, per sei anni, il cantiere del parcheggio è rimasto bloccato da ricorsi e controricorsi fino alla sentenza di fine luglio del Tribunale civile che ha ordinato la ripresa dei lavori non ancora iniziati.
Davanti alle macerie del deposito si è scatenata la rabbia dei residenti, preoccupati dal rischio che un crollo analogo potrebbe prima o poi accadere anche in via Oslavia dove non ci sono i locali deserti di un'ex caserma a ridosso dei piloni di cemento del cantiere ma palazzi di nove piani pieni di gente. Il cedimento della mensa ha causato inoltre la rottura di una tubatura del gas. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, polizia municipale e tecnici dell'Italgas che si sono messi al lavoro per riparare il danno. Alle 13 di ieri, dopo un altro cedimento parziale della struttura, i pompieri sono tornati con due squadre e un'autoscala per svolgere un ulteriore sopralluogo nella struttura (compresa la copertura che avrebbe riportato danni) e poi dichiarata inagibile. In viale Angelico è giunto anche il comandante dei vigili, l'ingegner Guido Parisi, che ha coordinato le operazioni.
Il delegato del sindaco per i parcheggi, Fabrizio Panecaldo, è stato invece "assediato" per ore dai cittadini e dai rappresentanti dei residenti che chiedevano spiegazioni sui motivi del cedimento nel "pup". "Per fortuna non si è fatto male nessuno, ma ci siamo fatti un'idea su quale possa essere la causa di ciò che è successo - ha spiegato - domani (oggi, ndr.) in tarda mattinata si riunirà la Commissione alta vigilanza e chiederemo che al "tavolo" partecipino anche i vigili del fuoco. In ogni caso voglio rassicurare i cittadini: non c' è nessuna correlazione fra quello che è accaduto e i problemi legati al suolo di Prati. Entro dieci giorni, comunque, sapremo dire di chi è la responsabilità del crollo".
Da parte sua il presidente del XVII Municipio, Antonella De Giusti, ha sottolineato che "finché non si saprà con certezza se il problema è del terreno o del parcheggio è necessario il blocco dei lavori anche nel cantiere di via Oslavia". Ma la "miccia" politica è ormai accesa. "I cittadini chiedono a gran voce la sospensione immediata dei lavori e la verifica di tutti gli studi tecnici - hanno spiegato i consiglieri comunale Fabrizio Ghera e municipale Antonio Gemmellaro (An) - gli abitanti di via Oslavia e dintorni non si sentono sicuri", mentre i consiglieri comunali di An Luca Malcotti e Federico Guidi precisano che "sono anni che segnaliamo il rischio di crolli causati dai box previsti dal "pup".
I primi indizi fanno supporre che il cedimento sia stato provocato da un grossolano errore tecnico nella realizzazione delle colate di cemento che, avvenuto in due tempi, avrebbero avuto un punto debole nella loro congiunzione, proprio dove ci sarebbe stato il crollo". "Non è stata una strage soltanto perché il crollo è avvenuto di domenica - ha sottolineato invece il segretario del Consiglio comunale Fabio De Lillo (Fi) - ma si tratta di un fatto gravissimo: potevano esserci delle vittime. La gente è preoccupata ed è scesa in strada perché teme la fragilità del suolo nel quale il "pup" è scavato".

* * Le tappe della vicenda:
"    Maggio 2000. Residenti contro il "pup" e il Tar blocca i lavori in via Oslavia.
"    Gennaio 2001. Il Comune vince al Consiglio di Stato.
"    Giugno 2001. Arriva l' annuncio: il parcheggio si farà altrove.
"    Febbraio 2002. Il "pup" è abbandonato.
"    Settembre 2002. Scontro fra Campidoglio e Municipio e nuovo ricorso al Tar.
"    Febbraio 2003. Il Consiglio di Stato dà ragione al Comune.
"    Marzo 2003. Ricorso dei residenti.
"    Luglio 2006. Il Tribunale civile ordina di riprendere i lavori.
"    Ottobre 2006. Il XVII Municipio dà il via libera alla riapertura, entro un mese, del cantiere.

(Dal quotidiano "Il Corriere della Sera" del 13 novembre 2006)